Italie
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto che indice il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026. Questa decisione segue l'ordinanza della Corte di Cassazione che ha accolto il nuovo quesito referendario.
Il decreto presidenziale precisa il quesito referendario, includendo gli articoli della Costituzione che saranno oggetto di modifica: artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110. Il testo del quesito sarà: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?"
La riforma proposta prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare. Queste modifiche mirano a riorganizzare l'ordinamento giudiziario italiano, suscitando dibattiti tra sostenitori e oppositori della riforma.
Il Partito Democratico ha criticato la decisione, definendola una "prepotenza istituzionale" da parte del governo Meloni. Al contrario, il vicepremier Antonio Tajani ha difeso la legittimitàdel decreto, affermando che non vi sono basi giuridiche per eventuali ricorsi. Il referendum rappresenta un momento cruciale per il futuro della giustizia italiana, con implicazioni significative per l'equilibrio dei poteri e l'efficienza del sistema giudiziario.
Per ulteriori dettagli, èpossibile consultare l'articolo originale su ANSA: Referendum sulla giustizia, Mattarella firma il decreto.